Per godere di una solida reputazione non è più sufficiente oggi per un’organizzazione dimostrare di essere capace di realizzare prodotti di buona qualità e di immetterli sul mercato a prezzi competitivi. Al binomio qualità-prezzo si sono aggiunti, infatti, altri fattori che occorre necessariamente considerare, quali l’impatto del ciclo produttivo sull’ambiente, la sicurezza dei lavoratori e della popolazione in prossimità dell’insediamento produttivo e l’impatto sociale delle politiche aziendali nei confronti dei propri lavoratori e di tutti coloro che partecipano al processo produttivo.
Su quest’ultimo aspetto, legato all’aumentato peso politico del movimento dei consumatori e dell’associazionismo di base, l’impresa mette in gioco una parte importante della sua reputazione che sarà, evidentemente, tanto più elevata quante più garanzie saranno offerte in materia di responsabilità sociale. Una risposta negativa in tal senso rischia di avere oggi ripercussioni assai pesanti sul piano economico: la percezione esterna del livello di sensibilità sociale di un’azienda è diventata, infatti, un importante fattore di competitività. Questa consapevolezza è stata alla base del processo di definizione dello standard internazionale SA8000, relativo alla Responsabilità Sociale delle aziende, destinato soprattutto a diffondersi in quelle aree geografiche dove risultano più evidenti le situazioni di sfruttamento e di scarsa protezione accordata ai lavoratori di molte attività manifatturiere. L’attenzione dei media verso le tematiche di ordine etico e le responsabilità specifiche delle organizzazioni, con particolare riguardo a quelle che operano o hanno relazioni con le aree meno sviluppate del pianeta, risultano oggi considerevolmente accresciute.
Prova ne è il fatto che quei gruppi industriali che hanno dimostrato insensibilità verso le tematiche etico-ambientali sono stati oggetto di contestazione o di atti di boicottaggio con pesanti ripercussioni in termini economici, di immagine, di conflittualità sindacale e istituzionale.
In questo clima, l’emergere di aspettative crescenti di impegno e responsabilità in seno al sistema produttivo, rappresenta un processo irreversibile con il quale le imprese sono chiamate rapidamente a confrontarsi con strumenti adeguati.
L’assunzione del paramentro etico a fianco di quello ambientale viene vista, pertanto, sempre più come una scelta strategica per le organizzazioni e, conseguentemente, la certificazione di un Sistema di Gestione della Responsabilità Sociale viene sempre più considerata come uno strumento competitivo sul quale tarare le proprie strategie produttive e di marketing. Per monitorare e comunicare le proprie performance sociali lungo tutta la filiera produttiva, le imprese hanno a disposizione uno strumento codificato e riconosciuto internazionalmente: lo standard SA8000, finora adottato da poche decine di organizzazioni nel mondo, ma destinato a diffondersi sempre più anche nel nostro paese, data la crescente sensibilizzazione politico-istituzioale oltre che collettiva alle tematiche sopra considerate.
Doc Utili:
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